ARTE E ARCHEOLOGIA CAMPANIA

Come organizzare una visita al Parco Archeologico di Paestum e Velia approfittando del biglietto unico

Visitare il Parco Archeologico di Paestum è una cosa da fare almeno una volta nella vita. Approfittando del biglietto unico è possibile conoscere anche Velia, meno famosa ma non per questo meno interessante. Vi aiuto ad organizzare una visita al parco Archeologico di Paestum e Velia.

Paestum e Velia sono due dei siti archeologici più importanti d’Italia e si trovano rispettivamente nei comuni di Capaccio e Ascea in Cilento ad una distanza di circa 40 km l’uno dall’altro.

L’attuale biglietto unico prevede una validità di 3 giorni entro i quali è possibile visitare sia il Parco Archeologico ed il museo di Paestum che il Parco Archeologico di Velia.

A meno che non siate archeologi 😉 immagino avrete da obiettare sulla durata troppo breve della validità del biglietto che non permette di dilazionare le due visite in un arco di tempo maggiore così da poter godere nel frattempo di altri tipi di esperienze nel magico Cilento.

Purtroppo questa è la realtà dei fatti perciò se volete visitare entrambe le aree archeologiche dovrete farlo entro 3 giorni, cercherò di aiutarvi ad organizzare una visita al Parco Archeologico di Paestum e Velia approfittando del biglietto unico senza annoiarvi troppo!

Sicuramente Paestum è più conosciuta rispetto a Velia se non altro per i magnifici templi che ancora oggi si ergono maestosi di fronte ai nostri occhi.

Anche se Velia preserva testimonianze meno vistose (non per gli occhi degli archeologi) voglio ricordarvi che è stata una città importantissima non patria di Parmenide, filosofo fondatore della Scuola Eleatica e il suo discepolo Zenone.

E’ importante sapere che queste zone non offrono solo storia e rovine quindi sarà facile trovare il giusto compromesso per evitare una full immersion nell’archeologia.

COME VISITARE PAESTUM E E VELIA ENTRO TRE GIORNI GODENDOSI IL MARE DEL CILENTO

Parco Archeologico di Paestum e Velia

Organizzare una visita a Paestum e Velia rispettando i 3 giorni di validità del biglietto senza annoiarsi troppo è possibile inserendo nel vostro itinerario altre tappe intermedie che nulla hanno a vedere con l’archeologia.

Inoltre vi darò alcuni consigli su come organizzare la visita ai siti archeologici così da non perdere tempo inutile.

Il Cilento è ricco di spiagge meravigliose per questo vi consiglio di abbinare le visite ai siti archeologici a dei rilassanti pomeriggi in spiaggia. Da non perdere ad esempio Punta Licosa, la Baia di Trentova o le lunghe spiagge di Acciaroli e Ascea.

Vi lascio un link con le più belle spiagge del Cilento così da poter scegliere quelle che fanno al caso vostro.

I parchi distano circa 40 km (in linea d’aria) e in questa breve distanza c’è davvero un mondo da scoprire come i borghi di Agropoli e Castellabate, Pioppi e Pollica, Acciaroli

Inoltre la regina di questa zona è la mozzarella di bufala che vi consiglio di assaggiare ad ogni costo, soprattutto nella zona Paestum/Agropoli ci sono un’infinità di caseifici tra cui lo stra rinomato Vannullo.

Se amate il trekking non perdetevi il Sentiero degli Innamorati che parte dalla spiaggia di Ascea e raggiunge Punta Telegrafo oppure una giornata alle rigeneranti Gole del Calore.

Vi consiglio inoltre alcuni ristoranti dove si mangia molto bene: Il Cormorano ad Agropoli, Le Gatte a Santa Maria di Castellabate, L’Orto dei Centenari a Pollica, Le Macine ad Ascea.

Ecco una mappa che può aiutarvi a conoscere meglio la zona:

Questo è stato invece il mio itinerario nel Cilento di 9 giorni

Noterete che ho visitato i parchi archeologici in più di 3 giorni di distanza perchè come studentessa di Beni Culturali è prevista per me la gratuità.

PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM E VELIA: COSA VEDERE E UN PIZZICO DI STORIA

Tempio di Nettuno a Paestum

La nascita di Paestum risale al VII a.C. ad opera dei greci di Sibari che necessitavano un ampliamento delle rotte commerciali sul Mediterraneo.

Non solo i sibariti, in questo periodo i greci iniziarono la colonizzazione dell’Italia meridionale e della Sicilia che prese il nome di Magna Grecia.

Il primo nome di Paestum era Poseidonia, in onore del “dio del mare” (in realtà era molto di più vi basti sapere che l’animale a lui collegato era il cavallo), fu poi occupata dai lucani e solo nel 273 a.C. divenne colonia romana col nome di Paestum.

Paestum deve la sua fama alla bellezza disarmante dei 3 templi che ancora oggi ci sovrastano possenti e che sono ben visibili già dall’esterno del parco archeologico.

Nel 510 a.C., in seguito alla distruzione di Sibari per opera dei crotonesi, molti sibariti fuggirono a Poseidonia con le loro ricchezze e la città raggiunse un alto livello di potenza economica e politica.

Proprio in questo momento vennero costruiti i 3 gioielli della città che oggi conosciamo come il tempio di Hera , il tempio di Poseidone e il tempio di Cerere (Atena).

Risalente allo stesso periodo è il fiore all’occhiello del Museo Archeologico di Paestum, il cosiddetto affresco della tomba del Tuffatore.

Nel III secolo con l’arrivo dei Romani la città fiorì nuovamente: sorsero nuovi edifici pubblici che ancora oggi possiamo ammirare in sostituzione del modello greco (anch’esso in parte conservato).


Organizzare una visita a Paestum: cosa vedere e cosa sapere

Innanzitutto vi consiglio di scaricare l’App Paestum così da avere un’idea generale di com’è strutturato il sito archeologico.

Arrivando a Paestum la prima cosa che noterete sono le possenti MURA DI CINTA alte 7 metri e lunghe 4,7 km, con ben 28 torri e 4 porte d’accesso principali, capirete subito che la città era molto più grande rispetto all’area archeologica oggi visitabile.

Infatti quello che oggi ammiriamo è il cuore della città : i santuari con i famosissimi templi, l’agorà greca il foro romano con i vari edifici annessi tra cui l’anfiteatro (tagliato a metà da una strada costruita in età moderna) , l’ekklesiasterion greco e il comitium romano.

Una volta entrati nel Parco rimarrete senza fiato semplicemente volgendo lo sguardi verso sinistra : il Tempio di Hera e il Tempio di Poseidone (Nettuno) vi sovrasteranno con la loro possenza.

Prometto che scriverò un articolo su templi e santuari (c’è un’enorme differenza) perchè è bene comprendere l’ideologia che c’è dietro a cotanta maestosità.

Entrambi sono templi del periodo greco, in stile dorico non ancora canonico soprattutto il Tempio di Hera (VI a.C.) che per anni è stato chiamato Basilica in quanto non si era certi della sua reale funzione, il Tempio di Poseidone (V) è invece il più grande della città anche in questo caso l’attribuzione non è certa.

Vi ricordo che il tempio è la CASA DEL DIO, non a tutti era concesso l’ingresso al suo interno ma solo ai sacerdoti, di conseguenza le offerte al dio ovvero i SACRIFICI, eventi che coinvolgevano tutta la popolazione avvenivano al di fuori di esso.

Se vi voltate vedrete delle enormi piattaforme in pietra di fronte ai templi, ecco, quelli erano i basamenti degli altari dove avveniva il grande rituale del sacrificio. Anche qua c’è un mondo da scoprire, per il momento vi anticipo che non tutte le parti dell’animale venivano offerte al dio (in alcuni casi si) ma solo quelle non commestibili, il resto era diviso tra la comunità.

Proseguiamo attraverso la via principale per raggiungere la zona del FORO ROMANO, riconoscibilissimo dall’enorme piazza circondata da colonne ed edifici.

Prima di arrivare ad esso noterete a destra il cartello ASKLEPEION, purtroppo non vi è rimasto che rovine ma sappiate che era un piccolo santuario dedicato alla cura dei malati. Asclepio, figlio di Apollo, era infatti il dio della medicina (Esculapio per i romani), ogni santuario era dotato di un dormitorio in cui i malati soggiornavano fino alla guarigione. Per guarire Asclepio doveva apparire loro in sogno e suggerirgli la cura. Uno dei più famosi si trova ad Epidauro di cui presto vi racconterò!

L’area pubblica è stata una delle poche ad essere modificata dai romani dopo il loro arrivo nel 273 a.C..

Della zona pubblica del periodo greco rimane L’Ekklesiasterion, zona deputata alle assemblee pubbliche, che ricoperto dai romani così come l’Heroon, la tomba dell’eroe fondatore.

Dall’Agorà greca si passa al Foro Romano, l’area addetta alla vita sociale, amministrativa e politica, la piazza era circondata da tabernae ma soprattutto dagli edifici cardine della vita pubblica: il Comitium, la Curia, l’Anfiteatro, le carceri e il campus per esercitarsi nello sport dotato anche di piscina.

Proseguendo verso ovest potrete visitare alcune case del periodo romano.

Il caldo e la stanchezza inizieranno a farsi sentire perciò alzate lo sguardo e raggiungete il meraviglioso Tempio di Athena.

Conosciuto per anni come tempio di Cerere, oggi possiamo affermare quasi con certezza che era dedicato ad Atena, dea della guerra e dell’artigianato (sempre per essere riduttivi, vi parlerò anche di lei). Leggermente più tardo rispetto agli altri due, è infatti più armonioso e presentava nel pronao, “l’ingresso” antistante la cella delle colonne ioniche, più sinuose rispetto a quelle doriche.

Ultimo ma non ultimo: il MUSEO NAZIONALE DI PAESTUM.

Usciti dal parco archeologico di Paestum vi ritroverete di fronte al Museo Archeologico, assolutamente da visitare poiché davvero ben allestito e soprattutto perchè presenta un pezzo incredibile da manuale: la Tomba del Tuffatore.

Un rarissimo esempio di pittura greca, infatti, purtroppo per noi, non è sopravvissuto quasi niente delle pitture del mondo greco.

Abbelliva una tomba a cassa rinvenuta in una necropoli a 2 km a sud di Paestum. Le pareti sono dipinte con scene di simposio, banchetto in questo caso in onore del defunto che è rappresentato nel momento in cui si tuffa nell’aldilà.

Sapete che il concetto dell’aldilà era forte nel mondo antico soprattutto per egizi ed etruschi (di cui abbiamo eccezionali esempi di tombe dipinte a Tarquinia e Cerveteri), qui assistiamo ad un nuovo modo di pensare dei greci che con lo sviluppo del pensiero filosofico di Platone, Parmenide e Pitagora non temono più la morte ma la vivono come un’esperienza metafisica di liberazione dell’anima concetti a noi molto vicini.

E’ il momento di raggiungere a Velia!

ORGANIZZARE UNA VISITA AL PARCO ARCHEOLOGICO DI VELIA

Il sito archeologico di  Velia

Con il biglietto ancora valido in mano raggiungete l’antica Velia/Elea nella meravigliosa zona di Ascea.

Il sito è riconoscibilissimo dall’alta torre che si erge sull’acropoli ovviamente non appartenente al periodo greco e romano.

Attualmente a Velia è prevista solo la visita accompagnati da una guida, il che non è per nulla disdicevole a meno che non volete fare dell’archeologia il vostro mestiere.

Vi lascio comunque un po’ di info utili per conoscere meglio la città e i suoi monumenti.

L’antica città di Elea fu fondata da coloni greci provenienti da Focea e solo in età romana il nome fu trasformato in Velia.

L’odierna Velia si trova leggermente distante dal mare ma in antichità il promontorio su cui sorge la Torre era lambito dal mare, a causa di un’insabbiamento che portò anche al declino della città in determinò la scomparsa dei porti strettamente necessari per i commerci.

Da vedere: Porta Rosa, le Terme Imperiali, l’Agorà, l’Acropoli con il teatro e la torre normanna costruita con scopi militari al posto del tempio.

Elea ebbe la fortuna di essere la patria dei filosofi Parmenide e Zenone. Parmenide fondò la Scuola Eleatica.

Nel suo poema la filosofia è intesa come ricerca razionale:la protagonista è la dea della Verità, che mostra l’esistenza di due vie: la via della verità e la via della falsità. Per Parmenide esite  il mondo sensibile, molteplice, mutevole ed apparente (che non è), e il mondo intelligibile, oggetto della ragione, il solo che esista e che quindi possa dirsi che è.

Non perdiamoci in filosofia anche voglio concludere con il famosissimo paradosso di Achille e la tartaruga di Zenone: immaginò che Achille, noto per la sua velocità, venisse sfidato a raggiungere (non superare nella corsa) una tartaruga, alla quale però venne concesso un vantaggio iniziale.

Achille, per raggiungere la Tartaruga, dovrà prima raggiungere la posizione occupata precedentemente dalla Tartaruga, la quale, a sua volta, avrà occupato una nuova posizione. Così all’infinito senza che Achille raggiunga mai la Tartaruga.

In realtà Achille impiegherà un tempo finito per raggiungere la tartaruga e quindi il paradosso è risolto… ma non ditelo a Zenone! 😉

INFORMAZIONI UTILI :

Parco Archeologico di Paestum e Velia

Raccontatemi la vostra esperienza in questi Parchi Archeologici grande testimonianza nel nostro passato e se amate i viaggi e l’archeologia seguitemi anche su Instagram, Facebook e YouTube.

Silvia ❤

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